IL CHIP CHE HA TRASFORMATO IL SETTORE

Tendiamo a dare per scontato la tecnologia, ma gli apparecchi acustici digitali moderni, così come li conosciamo, non esisterebbero senza l'invenzione del microchip.
Con ogni probabilità, in questo momento state usando qualcosa che contiene un chip.

Il microchip, o circuito integrato, è il sistema nervoso che controlla quasi ogni dispositivo elettronico al mondo. È fondamentale per computer, telefoni cellulari, satelliti, elettronica di consumo, aerei, forni a microonde, lavatrici, iPod, automobili, Internet e, naturalmente, per gli apparecchi acustici.

Prima dell'invenzione del chip, i dispositivi elettronici come computer e radio utilizzavano i tubi a vuoto, o valvole termoioniche, che erano ingombranti, pesanti e generavano parecchio calore, consumando molta energia. Per esempio, negli anni '40, un tipico computer usava oltre 10.000 tubi a vuoto e occupava circa 100 metri quadrati di spazio!

Con l'introduzione del transistor, nel 1947, è stato improvvisamente possibile realizzare circuiti elettronici più complessi e veloci, quindi dispositivi più piccoli ed efficienti. Tuttavia, inizialmente i transistor venivano realizzati come singoli componenti e collegati ad altri componenti elettronici per costituire un circuito; alla fine, questo causava problemi in quanto i componenti erano semplicemente troppi. Per rendere ancora più veloci i circuiti, i transistor dovevano essere molto vicini tra loro.
Il microchip deve la sua esistenza agli sforzi diligenti di due ingegneri elettronici, Jack Kilby e Robert Noyce. Il caso ha voluto che entrambi stessero lavorando più o meno contemporaneamente, verso la fine degli anni cinquanta, per risolvere lo stesso problema: ottimizzare le prestazioni, con meno.

La loro soluzione alle limitazioni fisiche dei transistor era comprimere non solo i transistor, ma anche tutti gli altri componenti elettrici, come le resistenze, i condensatori e i diodi, facendo in modo che alloggiassero su un unico elemento di materiale semiconduttore, chiamato chip ("scheggia"), costituito interamente dello stesso materiale (per esempio il silicio). Questo significava che ogni parte poteva essere interconnessa con le altre, fino a formare un circuito completo.
Grande quanto un'unghia
Come spiega l'ingegnere per la ricerca e lo sviluppo Thomas Troelsen, i chip di oggi sono composti da milioni di transistor, tutti interconnessi e contenuti in pochi millimetri quadrati. “Quando si parla di un chip, di fatto s'intende una lasta di silicio, elemento chimico molto comune, delle dimensioni di un'unghia”, afferma. “Le unghie hanno dimensioni diverse, e così anche i chip. Su questa lastra di silicio viene costruita una rete di transistor e, talvolta, di altri componenti elettronici, che va a formare un circuito integrato”.

Per il settore audioprotesico, l'introduzione del chip è stata a dir poco rivoluzionaria. Non solo ha comportato una significativa riduzione delle dimensioni degli apparecchi acustici, ma, secondo il dottor Bob Morely, Professore associato di Ingegneria elettrica e Ingegneria dei sistemi presso la Washington University di St. Louis, negli Stati Uniti, il chip ha anche migliorato radicalmente l'elaborazione del suono, permettendo di realizzare una vasta gamma di funzionalità. “Man mano che i transistor diventavano più piccoli, era possibile collocare sempre più elementi sullo stesso chip, mantenendo gli stessi consumi della batteria. In questo modo, siamo stati in grado di aggiungere sofisticati algoritmi per la soppressione del feedback e la riduzione del rumore”.
Di più con meno
Senza dubbio, i chip hanno cambiato l'intero settore. “È corretto dire che sia i chip in generale, che quelli digitali,. nello specifico, hanno rivoluzionato il settore audioprotesico”, afferma Thomas Troelsen. “Senza i chip analogici, lo sviluppo si sarebbe fermato al 1985; senza i chip digitali, si sarebbe arrestato al 1995. Il limite a ciò che possiamo mettere dentro un apparecchio acustico viene continuamente spinto più in là dallo sviluppo tecnologico che sta avvenendo nel settore dei semiconduttori, ovvero nella produzione dei chip”.

E questa incredibile tecnologia, in effetti, ha portato enormi benefici agli utenti di apparecchi acustici – non solo in termini di tecnologia, ma anche di design ed estetica. “Il chip ha permesso di avere più funzionalità e potenza, in meno spazio. Questo ha influenzato anche la progettazione degli apparecchi acustici. Dal momento che i chip occupano meno spazio e consumano meno energia, il guscio dell'apparecchio può essere più piccolo, così come le dimensioni della batteria. Questo permette di avere una resa estetica migliore”, dichiara Thomas Troelsen.

Bob Morley concorda sul fatto che la tecnologia digitale ha portato allo sviluppo di apparecchi acustici che hanno una qualità del suono superiore, permettono una migliore intelligibilità del parlato e sono più comodi da indossare. È importante anche ricordare che la tecnologia ha avuto un impatto significativo sull'audiologia nel suo complesso. Per i professionisti, la tecnologia dei chip ha “reso necessaria una maggiore formazione per il fitting dei dispositivi più sofisticati”, afferma. Gli “audioprotesisti ora hanno molte più funzioni a disposizione per aiutare i pazienti che indossano gli apparecchi acustici”. E i pazienti, a loro volta, possono godere oggi di benefici come “la precisione e l'affidabilità del fitting, un maggiore comfort grazie alla limitazione della potenza massima in uscita e del suono in frequenza, nonché la riduzione del rumore e il vantaggio dei microfoni direzionali per una migliore intelligibilità”.

Una cosa è certa; senza l'umile microchip, il mondo - e non ultimi gli apparecchi acustici - sarebbero molto diversi.

UNIQUE SUPERA I LIMITI

UNIQUE è un apparecchio acustico come nessun altro: pieno di nuove caratteristiche, ha 4 convertitori A/D migliorati con una gamma di ingresso incredibilmente ampia, un classificatore del suono per l'ascolto intelligente e il sistema di attenuazione del rumore del vento, che riduce nettamente il rumore del vento.

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